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Le Rubriche: in Viaggio

TUTTOTURISMO

I grandi del cubismo in mostra a Ferrara
29 ott 2004

Ferrara — «La prospettiva tradizionale non mi soddisfaceva… essendo meccanica, non consente mai di cogliere le cose in maniera completa. Ha origine da un solo punto di vista e non se ne allontana mai. E’ come se uno passasse la vita a disegnare profili facendo credere che le persone abbiano un occhio solo… Quando arrivammo a questa conclusione, tutto cambiò, non avete idea di quanto cambiò!».

Questa citazione di Georges Braque esprime efficacemente la conclusione cui giunsero quasi cento anni fa l’autore e Pablo Picasso, conclusione che a tutti gli effetti si esplicitò come uno dei più grandi rivolgimenti della storia dell’arte dai tempi del Rinascimento.

E’ la rivoluzione artistica nota al mondo con il nome di Cubismo, genere che si è sviluppato soprattutto in Francia, attraverso le opere di questi due maestri così come attraverso quelle di molti altri pittori e scultori che scoprirono la possibilità di un approccio totalmente innovativo alla rappresentazione delle forme nello spazio.

Un meritato omaggio a questo modo assolutamente nuovo di vedere e dipingere la realtà, che avrebbe segnato profondamente lo sviluppo dell'arte moderna, si concretizza oggi nella mostra “Il Cubismo. Rivoluzione e tradizione”. L’iniziativa, che si tiene nello splendido scenario di Palazzo dei Diamanti a Ferrara, prosegue fino al 9 gennaio.

La mostra racconta, con minuzia di particolari, la storia di quella straordinaria avventura attraverso novanta capolavori assoluti, provenienti da alcune tra le maggiori collezioni pubbliche e private d’Europa e del mondo. Ai lavori di Picasso e Braque si affiancano infatti quelli di coloro che si sono avvicinati al cubismo in modi e tempi diversi, come Gris, Léger, Gleizes, Metzinger, Derain, Dufy, Laurens, Lipchitz ed altri ancora; ma anche i documenti pittorici della fase cubista di altri grandi protagonisti del Novecento, come Mondrian, Soffici, Severini e Rivera, il cui modo di guardare la realtà, in una breve ma intensa stagione della loro arte, fu profondamente influenzato dalla modernità dell’approccio cubista.

L’allestimento è reso particolarmente suggestivo da un’inedita suddivisione tematica e un’accurata selezione di opere di eccezionale qualità. Il tutto al fine di offrire, per la prima volta in Italia da oltre trent’anni a questa parte, l’occasione di comprendere appieno ed in maniera sistematica la genesi e lo sviluppo del linguaggio proprio di quella corrente artistica, e in particolare degli esperimenti condotti con nuovi mezzi e nuove tecniche.

«Scopo dell’esposizione — sostengono i curatori - è anche quello di porre per la prima volta in evidenza come i cubisti, nel rinnovare il linguaggio della pittura moderna, reinventarono le pratiche tradizionali rimanendo però fedeli ai generi artistici del passato: il ritratto, il paesaggio, la natura morta e la figura cui corrispondono in mostra altrettante sezioni».

A tali sezioni si aggiungono le altre tre dedicate all’invenzione del “papier collé”, al teatro cubista ed, infine, alle opere del periodo postbellico, quando molti di questi artisti proseguirono le loro ricerche nello sviluppo del linguaggio cubista volgendo ad una enfatizzazione delle qualità classiche della natura morta.

Continuano i curatori: «Muovendo dalla lezione di Cézanne, l’unico artista che, come affermò Léger, aveva “capito tutto quello che vi era di incompleto nell’arte del passato”, Braque, Picasso, Léger e altri svilupparono un nuovo concetto di rappresentazione in pittura. Essi compresero che l’arte non doveva imitare la natura ma dar vita ad un universo formale ad essa parallelo, e per fare ciò sperimentarono tecniche, impiegarono materiali e adottarono metodi inediti per realizzare i loro lavori».

Il percorso espositivo si apre con le opere di Picasso, Braque, Derain e Dufy che - mostrando i primi passi in direzione di una nuova figurazione - esprimono chiaramente l’influsso del maestro di Aix-en-Provence, così come la riflessione condotta sulla scultura negra. Tra i capolavori di questa sezione è possibile ammirare per esempio “Fruttiera con pere e mele” di Picasso (un vero e proprio omaggio a Cézanne), “Terrazza a L’Estaque” di Braque, “Paesaggio a L’Estaque” di Dufy.

La sezione dedicata al ritratto offre la possibilità di scoprire la ricchezza e la varietà delle tecniche, dell’uso del colore e dell’approccio cubista allo spazio nell’opera di molti artisti. Qui una serie di capolavori di straordinaria qualità raccontano, attraverso i volti dei loro protagonisti, della vita culturale e artistica d’inizio Novecento. Alcuni esempi: “Autoritratto con pipa” di Derain, Max Jacob ritratto da Metzinger, Ramón Gómez de la Serna dipinto da Rivera; e infine personaggi dell’entourage cubista come Fernande Olivier, Marcelle Lapré e Josette Gris, allora compagne rispettivamente di Picasso, Braque e Gris.

La parte dedicata al paesaggio espone le opere di molti artisti che concorsero a rinnovare questo genere, proprio della tradizione francese, dipingendo spesso nei luoghi che erano stati cari agli impressionisti. Di tale radicale rinnovamento sono esempio “Il vecchio castello, La Roche-Guyon” di Braque, “Case a Parigi — Place Ravignan” di Gris e Passy. Nella sezione è presente anche uno straordinario dipinto della fase cubista di Mondrian: “Composizione di linea e colore”

Uno degli allestimenti più interessanti della mostra è senza dubbio quella dedicata al “papier collé”, «vera e propria “invenzione artistica», affermano gli organizzatori, «che ha segnato profondamente il modo di concepire e realizzare l’opera d’arte, aprendo nuove e feconde strade alla rappresentazione.

Questa tecnica, che costituisce un momento fondamentale del cubismo di Braque e Picasso, è immediatamente successiva alla reintroduzione del colore nelle loro opere, pressoché assente tra il 1910 e il 1912. Si tratta di un’evoluzione della pratica pittorica tradizionale frutto dell’introduzione nell’opera, prima di colori non convenzionali, come le vernici industriali, poi di materiali eterogenei, come cartoni, carte da parati e giornali».

Per saperne di più:
Info e prevendita: Call Center Attività Culturali, tel. 0532-209988

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