Acqua
pubblica: cambia lo statuto della Città - Si è
concluso l8 febbraio, a Palazzo Civico, liter di approvazione
della delibera diniziativa popolare sul tema della proprietà
e della gestione pubblica del servizio idrico.
Il
Consiglio comunale ha approvato latto con 29 voti favorevoli, nessuno
contrario e lastensione del Sindaco Chiamparino e del consigliere
Lonero (La destra) che si erano già astenuti durante la prima votazione
del provvedimento nello scorso 1° febbraio.
Sostenuta
da oltre 12mila firme (raccolte su iniziativa del Comitato Acqua Pubblica
Torino), la delibera introduce la modifica dello Statuto della Città.
Il nuovo articolo 71/bis comma 2 recita: «In osservanza della legge,
la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico
integrato è pubblica e inalienabile. La Città si impegna per
garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente
mediante soggetti interamente pubblici».
Dopo
la presentazione alla stampa al Diritto di Tribuna dello scorso dicembre
e la più recente discussione in Conferenza dei Capigruppo, la delibera
è giunta il 1° febbraio allesame della Sala Rossa.
In
quelloccasione la delibera ha ricevuto una primo sì dal Consiglio
comunale. Ma il decreto legislativo 267 del 2000 (testo unico delle leggi
sullordinamento degli Enti locali) prevede che la modifica allo Statuto
possa essere approvata se in due successive votazioni ottiene la maggioranza
assoluta (26 su 51 consiglieri). Con la votazione dell8 febbraio,
quindi, si è adempiuto alle prescrizioni normative e perfezionato
liter di approvazione.
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a cura di
Rita Rutigliano