Sponsor
sponsor  La Gazzetta Web  sponsor

Le Rubriche: in Natura

FILI D'ERBA

8 dicembre 2007

I dati relativi ad iniziative e manifestazioni eventualmente segnalate in queste pagine possono aver subito modifiche, di cui non siamo venuti a conoscenza, che impegnano unicamente gli organizzatori.
Ricordiamo inoltre che iniziative riguardanti Torino e il Piemonte possono trovarsi anche in rubriche comprese in altre sezioni della rivista e in particolare nelle pagine della sezione dedicata alla regione subalpina (http://www.lagazzettaweb.it/Pages/rub_piem/piem_pre.html).

In arrivo oltre sette milioni di “veri” alberi di Natale - Nonostante si annuncino consumi “freddi” e ulteriori rincari per le ormai prossime feste di fine d’anno, gli italiani non rinunceranno al tradizionale albero di Natale. Saranno, infatti, oltre 7 milioni (per un valore stimato di circa 135 milioni di euro) gli abeti naturali addobbati nelle case delle famiglie del nostro Paese. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che in una sua nota ricorda che anche quest’anno «i prezzi dovrebbero salire di circa il 10 per cento», ancora una volta a causa di una persistente minore produzione da parte dei paesi del Nord Europa (da dove arrivano circa il 45 per cento degli abeti “veri”) e di una stazionarietà di quella nazionale (la coltivazione dell’albero di Natale è concentrata soprattutto in Toscana, Veneto e Friuli). Dovrebbero essere quasi 5 milioni, invece, gli esemplari di abeti artificiali usati nello stesso periodo. L’usanza di ornare un albero nella ricorrenza del Natale ha origini lontane. In Germania era già diffusa nel VII secolo, nell’Ottocento era molto sviluppata sia negli Stati Uniti sia nei paesi dell’Europa del Nord, in Italia ha cominciato a diffondersi solo all’inizio del Novecento ed ha avuto la sua massima espansione soltanto a partire dagli anni Cinquanta.

Rapporto APAT sulle frane - Sono 5.596 su 8.101 i comuni italiani interessati da frane: questo il quadro emerso dal Rapporto realizzato da APAT, Regioni e Province Autonome e presentato il 13 novembre 2007 a Roma, nell’ambito del Progetto IFFI (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia), dal Commissario Straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, presente il Ministro dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare, Alfonso Pecoraro Scanio. Il rapporto censisce quasi 470.000 frane per un totale pari al 6.6% dell’intero territorio nazionale. Un numero così elevato di fenomeni franosi è legato principalmente all’assetto morfologico del nostro paese e alle caratteristiche meccaniche delle rocce affioranti. Risulterebbe dunque «evidente il ruolo fondamentale rivestito dall’attività conoscitiva del Progetto IFFI, che permette una corretta pianificazione territoriale e la progettazione di nuove infrastrutture». L’APAT ha anche reso disponibili on line la cartografia, i documenti, le foto e più di 50 filmati relativi a fenomeni franosi, che «oltre ad avere una importante valenza storica, forniscono un grande ausilio nella ricostruzione degli eventi del passato».
Info e materiali disponibili:

Piemonte, una nuova legge sulla raccolta dei funghi - Nei giorni scorsi il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità la legge sulla “Tutela dei funghi epigei spontanei”. A distanza di 25 anni dalla precedente normativa, la legge ridefinisce le regole per la raccolta funghi e per la conservazione del contesto ambientale in cui questi si sviluppano. Il suo punto cardine sta nel normare le modalità di raccolta con finalità scientifiche e culturali, in particolare in riferimento all’operato delle associazioni micologiche, ma la legge apre anche la possibilità di intervenire a sostegno della manutenzione del territorio, soprattutto per quanto concerne i castagneti, dando la possibilità alla Giunta regionale di predisporre incentivi per la gestione e la pulizia degli stessi. «Sono ovviamente molto soddisfatto» - afferma l’assessore regionale all’agricoltura, Mino Taricco - «sia per la possibilità di sostenere i conduttori di castagneti nel lavoro di pulizia e manutenzione sia per il nuovo quadro normativo». Il riconoscimento per le associazioni micologiche è un’altra delle novità della norma, che — aggiunge Taricco - «è nata da un confronto molto costruttivo anche con le rappresentanze dei territori e con tutti coloro che hanno a cuore i funghi e gli ambienti in cui crescono». Per Nicola de Ruggiero, assessore all’Ambiente, «con il tesserino unico regionale per la raccolta dei funghi si fa un grande passo avanti nel campo della semplificazione che favorisce il cittadino appassionato e attento alla tutela dell’ecosistema del bosco». Oltre ad uniformare in tutto il Piemonte le modalità di emissione dell’autorizzazione alla raccolta dei funghi, aggiunge l’assessore, «la nuova legge permette di effettuare un pagamento pluriennale, con un semplice versamento all’ufficio postale» (in precedenza i tesserini erano annuali ed emessi dagli enti locali esclusivamente per le proprie aree di competenza territoriale, n.d.r.). «I proventi che deriveranno dalla legge» - nota infine de Ruggiero - «serviranno alle comunità per incentivare la tutela, il mantenimento ed il controllo delle aree boschive, privilegiando le finalità ambientali».

“Bandiera Verde”: anche l’agricoltura ha il suo marchio di qualità - Cosmesi in fattoria, paesaggi “ristrutturati” e riportati alla loro primordiale origine, gelatine di verdure, pasta all’uovo della nonna, carni cotte in “sauna”, olio extravergine di un solo “cultivar” certificato dall’albero alla tavola, province e comuni “arredati” e “decorati” di verde, formaggi (come la “ricotta”) e vini (è il caso di quello di Troia) lavorati come più di cinque secoli fa. Tutto questo si può trovare tra i vincitori di “Bandiera Verde” 2007, un premio promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori attraverso il quale si intende creare una “mappa” della qualità e non solo dell’agricoltura, ma dell’intero territorio nazionale. Il premio - ha spiegato il presidente della Cia Giuseppe Politi nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa - che vuole essere «un riconoscimento verso chi, agricoltore, cooperativa, comune o provincia, si impegna per tutelare e valorizzare l’habitat naturale, attraverso produzioni tipiche e comportamenti virtuosi che siano orientati ad un vero e proprio sviluppo compatibile. Insomma, vogliamo premiare tutte le azioni svolte a favore dell’agricoltura, dell’ambiente, del territorio, della ruralità, dell’uso razionale del suolo, nonché delle tipicità agricole ed eno-gastronomiche locali e tradizionali». Tutte queste iniziative “virtuose” non sono finalizzate a sé stesse, ha aggiunto Politi, ma «possono mettere in moto un business di almeno un miliardo di euro l’anno». L’obiettivo del premio, dunque, è di «far emergere un’Italia rurale e agricola che racchiude un patrimonio inestimabile, spesso nascosto, composto non solo da produzioni a denominazioni d’origine (Dop, Igp e Stg), ma anche da una serie di elementi ed azioni che si fondano sul lavoro, la qualità, la tutela e la conservazione di tradizioni millenarie, atteggiamenti e comportamenti dove la sapiente mano dell’uomo è predominante».

Nuovo sito Internet per il parco nazionale Gran Paradiso - Dal 25 ottobre è on line il nuovo sito del Parco Nazionale Gran Paradiso, caratterizzato specialmente da una nuova grafica (che dà maggior risalto alle immagini) e dall’aggiornamento di sezioni e contenuti. Il design sfrutta il formato quadrato per accompagnare i visitatori attraverso quattro sezioni in cui si possono trovare tutte le informazioni per conoscere e visitare il territorio, l’ente e le attività per la consultazione delle pubblicazioni on-line, delle iniziative in corso e il download di moduli, richieste e dei regolamenti vigenti all’interno dell’area protetta. Disponibili, inoltre: una moderna galleria di immagini, il servizio meteo, un ricco database delle strutture ricettive dei comuni del Parco, tutte le novità sulle ricerche scientifiche e le attività.

La rivista “Parchi e Riserve” si rinnova - Si rinnova la rivista bimestrale “Parchi e Riserve”, periodico dedicato alle aree protette italiane e alle bellezze che ruotano intorno ad esse nonché portavoce ufficiale Dell’Aidap (l’Associazione Italiana Direttori e Funzionari Aree Protette) e dell’Aigap (Associazione Italiana Guardie dei Parchi e delle Aree Protette). A partire dal numero di dicembre: una nuova grafica più mossa e vivace, un formato più grande, un maggior numero di pagine, di servizi, di rubriche e di collaboratori. Si tratta di «un importante strumento di informazione e approfondimento, indirizzato non solo agli addetti ai lavori in senso stretto, ma a tutti coloro che per lavoro o per passione sono vicini alle problematiche naturalistiche e ambientali».
Info e abbonamenti: tel. 011.64880

Biossido di titanio per pulire le città - Al congresso mondiale dei chimici, tenutosi nell’agosto scorso a Torino, si era discusso anche di come usare la luce del sole per distruggere le polveri sottili e altri inquinanti. Lo “spazzino” è il biossido di titanio, che da qualche tempo pulisce in sordina le città. Anche Torino sta provando ad utilizzarlo, in due tratti di strada dove è in via di sperimentazione un manto stradale (installato nel marzo 2007 da Università di Torino, Comune e Regione Piemonte) che contiene particelle di biossido di titanio, il Ti02, e grazie alla luce del sole converte in acqua e sali l’inquinamento. «In laboratorio funziona» - dice Claudio Minero, dell’Università del capoluogo piemontese — ma nella realtà bisogna valutarne durabilità ed efficacia». Quanto ai costi di siffatta pavimentazione, «sono bassi» perché «il Ti02 è facilmente reperibile in natura»: lo sostiene il professor Akira Fujishima, dell’Accademia giapponese Kanagawa, che studia questo materiale da circa 40 anni e oggi è uno scienziato di fama mondiale. «In Giappone» - aggiunge Akira Fujishima - «è comune usarlo per ricoprire gli edifici, depurare l’aria dal fumo nei mezzi pubblici, produrre lampade autopulenti per i tunnel stradali».

Il “Giardino dell’Alchimista” in Francia - A pochi chilometri dalla casa di Nostradamus, e ai piedi di una autentica casa d’alchimista del XVI secolo, monumento storico, si può entrare nel giardino segreto dell’Alchimista a Eygalières, vicinissimo a Saint-Rémy-de-Provence. Ci sono da scoprire piante a cui venivano attribuiti poteri magici, seguendo un insolito tragitto che attraversa tre spazi : il primo nero, il secondo bianco e il terzo rosso, un vero percorso iniziatico all’alchimia e ai suoi simboli.

Nel web e nei nostri archivi:

a cura di Rita Rutigliano




links utili

cerca nel sito

cerca nel WEB

archivio rubrica








Questo articolo è tutelato dalla legge 633/1941 sul diritto d'autore.
Se desiderate utilizzarlo, potete richiedere un'autorizzazione scritta