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Le Rubriche: In Convivio


CHI L'HA DETTO?

Le citazioni che compaiono in questa rubrica sono in buona parte ricavate da Spunti e spuntini letterari di Rita Rutigliano, pubblicato nel dicembre 2000 dalla GS Editrice, che ha inaugurato la collana “Cibo di carta” proposta dall’autrice all’associazione culturale “Ca dj’ Amis – Ristoranti della Tavolozza” Il volume ha vinto il terzo premio al concorso nazionale “Libri da gustare" 2001 e nello stesso anno ha ottenuto una nomination al prestigioso concorso internazionale per il “Gourmand World Cookbook Award 2001”, per la categoria "Best Food Literature Book" in cui si è poi aggiudicato il titolo di "Miglior libro in Italiano" (cfr http://www.cookbookfair.com).

Collaborate! Ringraziamo in anticipo chi vuole aiutarci a far crescere la nostra raccolta. Scrivete a redazione@lagazzettaweb.it, premettendo la frase CHI L'HA DETTO? e poi inserendo oltre alla citazione le indicazioni bibliografiche (autore, titolo del volume, numero della pagina, editore etc).


2006 - citazioni da 1 a 20
1-20 | 21-40 | 41-60 | 61-80 | 81-100

La signora Manelli era davanti alla cucina economica, una mano sul fianco, a rimestare la salsa di pomodoro con un cucchiaio di legno. Era convinta che da qualche parte esistesse una salsa di pomodoro perfetta per gli spaghetti, da qualche parte raggiungibile dalla mente umana, ed era determinata a trovarla. Sperimentava continuamente ingredienti, marchi di fabbrica, alternative. Sperimentava continuamente anche padelle, cucchiai, fiamme alte e basse. Provava la stessa ricetta nei giorni di sole e nei giorni di pioggia, e in giorni a diversa pressione barometrica. Era arrivata al suo trentaduesimo anno di ricerca, ed era pronta a continuare fino alla fine dei suoi giorni, se necessario.
Donald E. Westlake
La danza degli aztechi

Non riuscivano a sbucciar la mela. O la mela gli schizzava via dal piatto come sasso di fionda, a rotolare fra scarpe lontanissime [...]. [...] da dietro pile di piatti in tragitto, o di bacinelle di maionese, o cataste d’asparagi di cui sbrodolava giù burro sciolto sul lucido; perseguitati poi tutti, tutt’a un tratto, da improvvise trombe marine di risotti, verso la prode salvatrice.

Carlo Emilio Gadda
La cognizione del dolore

Yvonne tormentava il figlio per carpirgli informazioni sui suoi presunti rapporti con la crema della società barcellonese, indispensabile lasciapassare per l’agognata ascesa sociale della famiglia. Faceva i conti in tasca a questo e a quello, sognando di frequentare il bel mondo agghindata come una scimmia, certa che, prima o poi, sarebbe stata invitata a prendere il tè coi pasticcini nei migliori salotti.

Carlos Ruiz Zafon
L’ombra del vento

Subito scende la notte, si accendono stelle sconosciute. Ora siamo seduti uno di fronte all'altra a un tavolino del Chez Pierre. Il vino è buono, il cibo - raffinato e presentato con grande eleganza - risveglia ancora in me l’immagine della nave da crociera, perché tutto quanto, dal medaglione di aragosta al frutto della passione flambé, ha lo stesso sapore di frigorifero che aveva sulla motonave Vittoria dove ho fatto il mio viaggio di nozze con Carlo Ripoli. Non so come funzionino qui i rifornimenti; certo i generi alimentari arrivano già un po' imbalsamati [...].

F. Duranti
Ultima stesura

Aveva preparato l’intingolo attendendo che essi tornassero dalla montagna. Aveva dovuto andare nella dispensa, sturare una bottiglia di vino bianco e versarne religiosamente nell’intingolo [...] ella preparava una tapioca col latte condensato oppure delle frittelle di banana o magari un intingolo di fenicottero. Li teneva sempre in riserva per le brutte giornate, quei piaceri.

M. Duras
Una diga sul Pacifico

Quando non potrò più leggere, soddisfare la mia avidità di cioccolata, percorrere le spiagge in cerca di gamberetti durante le alte maree; quando mi avranno fatto perdere il gusto del vino con discorsi ragionevoli; quando non proverò più tutte le mattine una felicità idiota nel semplice gesto di spalancare alla luce le persiane; quando non avrò più il coraggio di prendermela con il tempo, come ho fatto di gran lena per tutta la vita; quando non saprò più fare altro che lamentarmi invece di imprecare; quando non farò più male a una mosca; quando penserò al mio colesterolo prima di assaporare burro salato a cucchiaiate; quando diventerò invidiosa di ciò che fanno gli altri; quando non riuscirò più a piegare un ginocchio a terra per bisbigliare all’orecchio del mio giardino; quando preferirò andare a dormire invece di uscire con il mio migliore amico... Insomma, quando sentirò ciò che chiamano il peso degli anni […], quando non troverò più piacere nei miei piaceri e proverò troppa pena per le mie pene, rinuncerò a continuare a vivere. Poiché la mia vita sono io. Nient’altro.

B. Grôult
I tre quarti della vita

Quando Miguilim arrivava a casa, Drelina o la Mamma mettevano in tavola il piatto della cena per lui, fagioli, riso, cavolo, a volte c'erano i ciccioli, a volte carne secca, c'era patata dolce, manioca, lui rimesceva i fagioli mescolandoli con la farina di granoturco, mangiava, seduto sulla panca.

J. Guimarães Rosa
Corpo di ballo

Se mai a me parse vero, quanto si dice che el buono appetito rende la cena ottima, certo qui ora questo mi pare verissimo, e così stimo affermeranno questi giovani, quali eccitorono ancora in me maggior voglia di fare come loro con più alacrità e voluttà.

L. B. Alberti
Cena familiaris

Il vento […], in aria alzò la nave come penna. Né, men che ratto, lo portò quieto per la medesma via che venut'era; sì che, fra lo spazio di sett'ore, lieto si ritrovò nella sua barca vera, di pan, di carne, e infin d'aceto fornito e d'insalata per la sera; fe dar le vele al vento, e venne a filo ad intaccar sott'Alessandria il Nilo.

L. Ariosto
Canti

Un giorno che avevo esaurito tutte le munizioni, mi trovai inaspettatamente dinanzi un cervo maestoso [...]. Fui lesto a caricare la polvere, e a questa aggiunsi una bella manciata di ciliegie, spolpate in parte per quanto la fretta me lo aveva permesso. Gli sparai addosso e lo colpii proprio in mezzo alla fronte, fra le corna. Il colpo lo stordì... vacillò... e tuttavia riuscì a fuggire. Un paio d’anni dopo mi trovavo in compagnia in quella stessa foresta ed ecco, oh meraviglia!, avanzare un cervo maestoso con un rigoglioso ciliegio piantato fra le corna. Mi sovvenni della mia antica avventura [...]. Lo abbattei con un colpo, rifornendomi così al tempo stesso di cosciotto e di salsa di ciliegie, giacché l'albero era carico di saporitissimi frutti, quali mai avevo gustato prima.

R. E. Raspe
Le avventure del barone di Munchausen

La sanità degli uomini sta più nell’aggiustato uso della cucina, che nelle scatole e negli alberelli degli speziali.

F. Redi
Consulti medici

E’ facile invece catturare le otarde […]. La loro carne è deliziosa. […] Da qui […] giungono alle porte di Babilonia. Durante questa marcia molte bestie da soma muoiono di fame, poiché il paese è brullo e non si trova foraggio né altra erba. […] Il grano viene a mancare anche ai soldati: si potrebbe trovarne solo presso il mercato lidio che segue l’esercito barbaro di Ciro, ma ogni capita di farina di frumento o d’orzo costa quattro sigli. […] Per questo i soldati mangiano sempre carne.

Senofonte
Anabasi

Un buon bicchiere di sherry ha un duplice effetto. Sale su al cervello, dove prosciuga tutti i vapori ottusi, e lo rende perspicace, vivo, inventivo. Il secondo effetto del vostro eccellente sherry è quello di riscaldare il sangue

W. Shakespeare
Enrico IV

Mangiamo tre volte al giorno. Al mattino una scodella di caffè lungo con due etti di pane nero; a meggiogiorno una minestra di acqua e miglio e cassia rotta, con grasso e due etti di pane; a sera minestra e due etti di pane.

N. Revelli
La strada del Davai

Una frittura di veri ghiozzi della Senna non è una cosa da poco: e l’eperlano dei fiumi è una degna conclusione di un grande pranzo.

Grimod de la Reyniere
Almanach des gourmands, ou calendrier nutritif

Gli invitati si stavano avvicinando alla tavola [...]. Una volta che gli invitati ebbero occupato tutte le sedie, mentre ancora spiegavano i loro tovaglioli ritti e inamidati, il drappello dei camerieri cominciò a distribuire le dovizie della prima portata. Mi ero avvicinata anche io, [...] e mentre cercavo di cogliere le prime parole pronunciate a tavola dovevo mettere a tacere alcune parole nella mia testa: “zuppa di acetosella”, “carpa à la juive”, “sogliola au gratin”, “cinghiale in salsa di ciliegie”... le virgolette servono soltanto a indicare ciò che in questo momento non ho la pazienza di descrivere.

S. Sontag
In America

“Taglia il melone! Gridò mia madre. Incisi la forte scorza e il coltello subito affondò. Mia madre intanto aveva portato vino e bicchieri. E il vino era povera cosa, ma il popone era aperto in mezzo alla tavola e bevemmo profumo invernale di popone.

E. Vittorini
Conversazione in Sicilia

Reclamare il conto, posare la propria carta di credito sul tavolo e procurare agli altri convitati il piacere di un pasto gratuito è qualcosa che dà potere. E questo potere dà piacere, un piacere eguale o superiore a quello di farsi invitare. Ma che si verifica solo se non si ha alcuna ragione di pagare per l’altro. Se si invita qualcuno per ringraziarlo, o perché ci si aspetta qualcosa da lui, o qualcuno su cui si ha un’evidente superiorità finanziaria, ci si comporta in modo decente, tutto qua.

C. Cusset
Confessioni di una spilorcia

-E la marmellata di ciliege? Ne hanno di buona, qui. Ti ricordi come ti piaceva la marmellata di ciliegie quand’eri piccino, in casa di Poljenov?
-E tu te ne ricordi? Vada anche per la marmellata, dato che mi piace ancora.
Ivan chiamò il cameriere e gli ordinò una zuppa di pesce, tè e marmellata. […]
-Ecco ti hanno portato la zuppa di pesce; mangiala, e buon appetito. E’ buona, qui la preparano molto bene.
F. Dostoevskij
I fratelli Karamazov

[...] gli allungavano talvolta focacce di crusca mezze ammuffite, certo preparate nell’eventualità degli imprevisti del viaggio, in fretta come si liberassero da un peso ora che erano finalmente a casa; oppure qualche soldato appena rimpatriato o una anziana signora che forse aveva un nipote della stessa età di Seita, mossi a compassione, gli davano un tozzo di pane avanzato o di giuncata di soia arrostita avvolta in un pezzo di carta [...].

Nosaka Akiyuki
Una tomba per le lucciole

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